Come si racconta una birra artigianale italiana?

Una birra si racconta partendo dall’idea che l’ha fatta arrivare nel bicchiere. Oggi fare birra artigianale italiana è molto spesso il coronamento di un sogno, per noi come per molti dei nostri colleghi birrai. Quello che può fare la differenza è il tipo di sogno, la visione insomma.

Qual’è stata, quindi, la vostra idea o la vostra visione?

Non abbiamo mai avuto manie di grandezza e forse per questo abbiamo basato il nostro essere imprenditori in chiave ironica, quasi dissacrante. Il nome “Bastian Birraio” richiama quel senso di contrario, anti-convenzionale che ci ha portato a spingere su aspetti poco battuti dai birrifici più grandi… quelli adulti, diciamo.

Perchè, vi sentite ancora dei bambini?

Bambini no… sono anni che facciamo birra e ci dedichiamo alla ricerca della nostra identità brassicola. Diciamo che ci piace essere affetti da sindrome di peter-pan e quindi ci piacerebbe mantenere il carattere di nano-birrificio anche se (come ci auguriamo) dovessimo crescere di dimensione.

Come mai NANO-BIRRIFICIO?

Guarda, la parola non nasce a caso. La nostra produzione è talmente piccola che definirci micro-birrificio potrebbe essere offensivo per i nostri amici concorrenti.

Perchè la scelta di essere così piccoli?

Innanzitutto questa attività, per noi, è un sogno… e vorremmo che rimanga tale più a lungo possibile. Questo significa, prima di tutto, non trasformarla in incubo con investimenti avventati. Poi, cosa molto più importante, riteniamo che la produzione piccola ci garantisca quella flessibilità produttiva che oggi manca nel mondo della birra artigianale.

Che vantaggi hanno le piccole produzioni per il cliente finale?

Nella nostra ottica, la filosofia degli “Small-Batches” (piccoli lotti in inglese, ndr) porta due vantaggi principali: un prodotto sempre freschissimo di cotta ed una versatilità produttiva inarrivabile con impianti più grandi. Basti pensare che possiamo realizzare cotte personalizzate anche da 50lt per singoli clienti o aziende che intendano regalare la loro birra.

Ok la freschezza, ma la versatilità? E la disponibilità?

Qui dobbiamo introdurre un’altra delle nostre filosofie, la costante ricerca del gusto ideale. Elaboriamo ricette mai scontate proprio perchè la gente possa riconoscere le nostre birre al primo profumo. Avere un impianto versatile significa sperimentare e condividere questa sperimentazione con i nostri clienti-amici, per condurli nei percorsi del gusto. Per quanto riguarda la disponibilità, certo, potrebbe essere un limite. Spremiamo il nostro impianto fino all’ultima goccia di mosto per garantire disponibilità a tutti i richiedenti. Poi un prodotto veramente artigianale deve essere anche un po’ difficile da trovare, no?

Clienti-amici… ma vendete solo direttamente?

No, abbiamo dei rivenditori che quotidianamente si fanno avanti con nostro immenso piacere. Tuttavia vogliamo mantenere un canale più diretto possibile per la nostra distribuzione. I piccoli lotti hanno il rovescio della medaglia nei costi di produzione più alti rispetto agli impianti più grandi. Questo non lascia troppi margini per gli intermediari. Ci piace essere considerati come i birrai di casa.

Quindi come avete impostato la vostra vendita?

Come dicevamo, abbiamo alcuni locali selezionati che vendono il nostro prodotto. Poi i nostri clienti possono venire ad acquistare presso il birrificio oppure possiamo portargliela direttamente a casa.

Come? Mica farete la consegna a domicilio?

Facciamo anche di più. In realtà consegnamo a domicilio con vuoto a rendere, come si faceva negli anni ‘50 e ‘60 per il latte o per i mitici “peroncini”.

Che bella idea! E come funziona?

La consegna BastianBirraio è attiva su tutto il territorio del comune di Perugia e i comuni di Bastia Umbra, Assisi, Corciano, Magione e Passignano sul Trasimeno. Possiamo consegnare anche una singola cassa con un piccolo contributo spese, altrimenti, dopo 3 casse, la consegna è gratuita. Al ritiro dei vuoti abbiamo dato un valore di 30 centesimi a bottiglia oppure, cosa molto gradita, una bottiglia piena ogni 12 vuote restituite.

Veniamo alle birre: quali particolarità vi contraddistingono?

Come anticipavamo prima, le nostre birre devono essere immediatamente riconoscibili. Per questo abbiamo sviluppato un nostro modo di brassare (fare birra in gergo, ndr) che caratterizzi le nostre birre, la nostra “regola”.

Sembra un qualcosa di religioso, sbaglio?

In effetti, sempre nello spirito dissacrante di BastianBirraio, l’abbiamo chiamata proprio “la Regola” ispirandoci a quella, ben più sacra, di San Benedetto. Solo che al “hora et labora” abbiamo sostituito “luppola ed assapora”.

Divertente. In che consiste questa Regola?

Ci siamo specializzati in molte delle nuove tecniche di luppolatura che sono emerse in questi anni di vero fermento birrario. Abbiamo poi mescolato alcune di queste tecniche ottenendo quella che, secondo noi, garantisce il miglior risultato in termini di profumi e, soprattutto, di sapori. Il risultato sono birre molto profumate, contraddistinte da un gusto facilmente identificabile e piacevolmente persistente.

In quali stili siete specializzati?

Attualmente stiamo producendo diverse varianti di alta fermentazione d’ispirazione inglese, americana e tedesca. Non abbiamo ancora esperienza sulle basse fermentazioni ma non nascondiamo un certo interesse che esploreremo non appena le nostre “headliners” saranno sufficientemente diffuse. Esistono birrifici come Camden Town Brewery di Londra che si sono specializzati in interessantissime birre a bassa fermentazione, anche se si trovano nella patria delle Ale (le birre ad alta fermentazioni inglesi, ndr).

Oltre al gusto ed alla distribuzione, quali altre caratteristiche vi differenziano dagli altri?

Beh, abbiamo pensato che la nostra birra debba essere un’esperienza sensoriale a tutti gli effetti. Per vivere al meglio questa esperienza, quindi, abbiamo deciso di abbinarci della buona musica. Il binomio musica e birra è sempre stato molto forte e nel nostro piccolo, non potendo sponsorizzare eventi di chissà quale portata, abbiamo deciso di creare le PlayBEER: i nostri mini-concerti in bottiglia.

PlayBEER, e cosa sono?

Le PlayBEER sono delle playlist che abbiamo creato su Spotify®, una per ogni nostra birra. Il cliente che sorseggia le nostre birre può collegarsi al nostro sito tramite un codice QR sul retro dell’etichetta ed ascoltare la playlist che abbiamo pensato per lui, in quel momento. Il cliente può anche segnalarci dei brani che lo ispirano particolarmente cosi’ da arricchire sempre di più la playlist.

Davvero carina come idea! E per la spillatura, quali sono il locali che offrono i vostri prodotti alla spina?

Qui dobbiamo aprire un’altra parentesi. Si fa presto a dire spillatura… diciamo che siamo un po’ BastianBirrai anche qui. Può bastare la parola BirrAPE®?

BirrAPE? E cos’altro vi siete inventati?

Abbiamo deciso di stupire anche nel servizio. Oltre ai tradizionali fusti che stiamo diffondendo in alcuni locali (sul sito internet la lista, ndr), ci siamo specializzati nel servizio a caduta in perfetto stile inglese (quello con le pompe a mano, ndr), il tutto su un bellissimo Ape P501 restaurato per lo scopo ed allestito con una rara Homark 4 pompe originale inglese, anch’essa restaurata con le nostre mani.

Fantastico! E dove andate con la BirrAPE?

Sinceramente da nessuna parte... (ridono, ndr). Nel senso che la BirrAPE non la facciamo andare su strada anche se ci potrebbe andare. Lo scopo della BirrAPE è quello di allestire dei punti di spillatura scenica, spettacolare diciamo, in eventi come matrimoni, feste paesane, fiere, mercati, eventi aziendali o serate speciali in pub e ristoranti.

Cosa intendete per “spillatura scenica”?

L’apertura di un fusto a caduta inglese (il cosiddetto cask, ndr) è davvero spettacolare. Serve un martellone tipo Tohr (l’eroe dei fumetti, ndr) per inserire il rubinetto nel fusto. Il tutto è normalmente caratterizzato da spettacolari schizzi di schiuma che noi, sapientemente, accentuiamo agitando un campanaccio che richiama l’attenzione dei presenti. Insomma, una spillatura che fa l’evento.

E la BirrAPE, quindi, si noleggia?

Diciamo che è disponibile per il noleggio “con conducente”, ovvero con i nostri mastri birrai che spillano. Quello inglese tradizionale non è un metodo semplice da praticare. Noi mettiamo la BirrAPE a disposizione dei nostri clienti. Se per un matrimonio, gli sposi vogliono un servizio particolare per i loro ospiti, c’è la BirrAPE, se una festa paesana vuole offrire una birra artigianale (vera) con un servizio di spillatura un po’ particolare, c’è la BirrAPE, se un chiosco ambulante di porchetta vuole organizzare una partnership con il nostro birrificio per un evento o un mercato, c’è la BirrAPE… insomma, la BirrAPE c’è! Il solo limite all’utilizzo è la nostra fantasia.

Bene, a quanto pare le idee non vi mancano. A chi vi ispirate per la vostra attività?

Sicuramente le idee sono una buona base ma poi, quello che conta, è il duro lavoro di tutti i giorni, con tutti i mezzi. Il nostro modello, sia dal punto di vista del prodotto che del format, si chiama BrewDOG. Un “colosso” della birra artigianale nato in Scozia nel 2007 da due fondatori ed un cane, che oggi ha superato i 50’000’000 di sterline di fatturato (circa 70’000’000 di euro, ndr), senza mai rinunciare alla sua identità ed all’idea di rivoluzionare il mondo della birra artigianale.

Accidenti, numeri grandi. C’è, per caso, qualche legame fra il loro cane e il vostro gatto?

Esattamente, ci avete scoperti (ridono, ndr). In pieno spirito BastianBirraio abbiamo dissacrato anche questo. Martin e James di BrewDOG (i fondatori del birrificio, ndr) hanno messo nel marchio il loro cane, un bellissimo bracco. Nel nostro caso abbiamo messo, in senso ironico, un gatto incavolato. Entrambi abbiamo un gatto in casa ed abbiamo pensato di giocarci su.

Bene, per finire, quali sono i vostri progetti per il prossimo futuro?

Il successo delle nostre birre ci sta entusiasmando letteralmente. Intanto siamo molto concentrati per affrontare al meglio la prossima stagione estiva. Abbiamo molta richiesta ed un paio di eventi, uno in Italia ed uno in Germania, che assorbiranno buona parte della nostra produzione. Stiamo perfezionando due ricette nuove tra cui una birra particolarissima di origini vichinghe che chiameremo “Barbarica”, in onore della collaborazione con la “Festa dei Barbari” (una delle più antiche e consolidate rievocazioni storiche del centro Italia, ndr). Poi tanti progetti sul territorio, con una linea di prodotti che chiameremo “Birra del Lago” e che comprenderà birre a base di fagiolina IGP del trasimeno, zafferano di città della pieve e una grape Ale fermentata su botti di vino dei colli del trasimeno. In tutto ciò non disdegnamo collaborazioni anche oltre i confini italiani. La fiera di Tübingen è un’occasione ma abbiamo anche allacciato contatti con birrifici inglesi con i quali stiamo cercando di concretizzare delle sane collaborazioni.

Insomma, il lavoro non vi manca. Una frase per congedarci?

“Solo i sogni si trasformano nelle migliori realtà” è la frase che secondo noi più ci caratterizza. Non sempre è sano distinguere fra sogno e realtà, anzi. Sono proprio i sogni che permettono di vedere la realtà attraverso una lente migliore… quella che serve a mettere a fuoco le cose più lontane partendo dagli scalini più vicini.

Ok, buon proposito quindi... in bocca al lupo!

Grazie, crepi il lupo e vinca il gatto! (risata generale, ndr)

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